Il movimento degli insorti sarà fiaccato o rinvigorito dall'uccisione del loro leader combattente, il Mullah Dadullah?
Di Wahidullah Amani a Kabul e alcuni tirocinanti dell’IWPR a Helmand (18 maggio 2007)
Appena due mesi fa appariva sugli schermi televisivi afghani, vantandosi che avrebbe combattuto chiunque, in qualsiasi luogo.
“Venite a prendermi,” ringhiava rivolto al Presidente Hamed Karzay.
Lo hanno fatto le forze dell’esercito nazionale afgano e le forze speciali USA, il 13 maggio.
Il Mullah Dadullah, temutissimo comandante delle forze talebane nel sud del paese, è apparso ancora una volta sugli schermi televisivi afghani, questa volta però disteso su un lenzuolo rosa.
Dadullah è morto, ucciso in un conflitto a fuoco nel distretto di Garmseer, nella provincia di Helmand.
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L’Institute for War and Peace Reporting (London,UK) ha di recente avviato un programma di formazione per giornalisti ad Helmand (Afghanistan).
Dagli articoli dei giornalisti locali il racconto dell’incubo continuo per le famiglie dell‘autista e dell’interprete afgani rapiti insieme a Mastrogiacomo ad Helmand. Le nuove richieste avanzate dai Talebai per restituire il corpo dell’autista. Le proteste da parte di cittadini afgani, ai quali sembrava che il governo afgano si disinteressasse della sorte degli afgani rapiti.
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Sayed Yaqub Ibrahimi, reporter dell’IWPR
MAZAR-E-SHARIF, KABUL (Afghanistan)
È difficile credere che l’edificio decrepito che sorge vicino alla moschea nel centro di Mazar-e-Sharif sia uno dei migliori istituti religiosi della provincia di Balkh. La madrassa Sheikh Marghiani offre un’educazione islamica a circa 100 studenti, ma le aule assomigliano più a caverne che a luoghi di apprendimento.
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Wahidullah Amani a Kandahar
KANDAHAR (Afghanistan)
Nell’autunno del 2000, la Kandahar che visitai giaceva in rovina dopo anni di guerra, con le strade polverose e non asfaltate saldamente nella presa dei Talebani. Non che fosse una sorpresa: Kandahar era la culla del regime fondamentalista, era da qui che il leader Mullah Mohammad Omar emetteva i suoi famigerati editti.
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Borhan Younus, Corrispondente free-lance, collabora con l'IWPR
BAND-E-SARDAH,
PROVINCIA DI GHAZNI (Afghanistan)
Nel buio di una notte di tarda estate ventidue guerriglieri talebani abbandonano precipitosamente una pista polverosa, osservando attentamente i raggi prodotti dai fari di due veicoli in avvicinamento. I guerriglieri si allontanano dalla pista e si accovacciano nel letto asciutto di un ruscello. Tolgono le sicure ai Kalashnikov. I lanciarazzi sono pronti a tirare. I veicoli 4 x 4 si avvicinano e i talebani li fermano: trasportano civili, provenienti da una città vicina della provincia di Ghazni (Afganistan). I guerriglieri li perquisiscono brevemente e quindi li lasciano proseguire.
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