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La Cina, secondo consumatore di petrolio, e il Medio Oriente, di Debora Billi.

petrolio, geopolitica dell'energia

Salva_mp3audio durata:00.02.07 9 febbraio 2007

Fino a tempi recenti, le relazioni tra la Cina e gli Stati mediorientali produttori di petrolio non hanno fatto notizia. Ma ultimamente le cose stanno cambiando a grande velocità. La Cina è il secondo Paese consumatore di petrolio, in continua crescita, e ciò si fa sentire sulle relazioni internazionali.
Oggi il 58 per cento delle importazioni petrolifere cinesi proviene dal Medio Oriente, principalmente dagli Stati del Golfo: il colosso asiatico sta cercando di investire ovunque sia possibile, inclusi il Sudamerica e la Nigeria, ma quando si ha fame di petrolio non si può prescindere dai Paesi arabi e in special modo dall'Arabia Saudita, primo partner nella regione da cui la Cina importa oltre 500.000 barili al giorno. I cinesi tengono alla propria presenza in Medio Oriente al punto da non limitarsi più all'azione puramente economica: nel sud del Libano, sotto il comando ONU, c'è anche un contingente cinese di 190 uomini. Una mossa storica, percepita positivamente peraltro dai governi arabi. Un analista libanese riscontra infatti che la Cina non è considerata come un pericolo dal punto di vista politico. La strategia cinese nell'area deve tener conto infatti di un altro attore dall'ingombrante presenza: gli Stati Uniti, con cui la Cina ha finora evitato ogni antagonismo in materia di petrolio, presentandosi appunto ai propri fornitori di greggio con discrezione e come un'alternativa benevola e di respiro globale. Ma malgrado il low profile mantenuto dai cinesi, non si sa fino a quando si riuscirà a mantenere questa situazione di non belligeranza tra le due potenze. Recentemente, un accordo tra Pechino e Teheran per lo sfruttamento del giacimento di gas iraniano di Yadavaran ha sollecitato le rimostranze di Washington, che ha chiesto ai cinesi di non trattare con l'Iran in base ad una legge americana, il Lybia Sanctions Act.
La risposta cinese è stata chiara: "Non impicciatevi dei nostri affari". C'è da augurarsi che la politica di discrezione finora seguita riesca a continuare.

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