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Sulla decisione del governo iraniano di razionare la benzina a partire dal prossimo mese di marzo, di Debora Billi.

petrolio, geopolitica dell'energia

Salva_mp3audio durata:00.02.03 26 gennaio 2007

L'ultima novità che arriva dall'Iran suona davvero incredibile, per il terzo Paese petrolifero del mondo: Teheran ha deciso di razionare la benzina a tutti i cittadini a partire da Marzo. A fronte di una richiesta di 70 milioni di litri, il Paese ne produce solo 40, a causa di una capacità di raffinazione non in grado di stare al passo dei consumi. Dopo ripetute autorizzazioni del parlamento iraniano all'importazione di prodotti raffinati, alla fine si è stati costretti a procedere al razionamento, che avverrà molto modernamente con smart cards anziché con le tessere. Lo scopo è incoraggiare all'uso del mezzo pubblico, visto che l'Iran è tra i maggiori consumatori di benzina. Costa infatti solo 9 centesimi al litro. E' evidente che, piuttosto che alzare il prezzo del carburante, un razionamento è psicologicamente più accettabile per i settanta milioni di iraniani tutti motorizzati. Ma ci sono anche altri motivi per tale decisione. Li ha anticipati un ministro del petrolio al Los Angeles Times: "Se il governo non comincia a controllare il consumo di petrolio in Iran, e se non si aumenta la capacità produttiva, entro 10 anni non ci sarà più petrolio da esportare". Risulta infatti che l'Iran, a fronte di una produzione di 4 milioni di barili al giorno, ne esporti già oggi soltanto 2,5 milioni. Il resto, è consumo interno. Non si può prescindere, a Teheran, dalle entrate petrolifere: né ora né in futuro. E infatti si investe anche sulle energie alternative, come la mega centrale idroelettrica il cui progetto è stato avviato in accordo con l'Armenia, Paese confinante che ospiterà una diga costruita ad hoc. Nel frattempo, si prendono provvedimenti anche sul fronte dell'abbassamento del prezzo del petrolio. Ahmadinejad ha recentemente annunciato che le entrate petrolifere, nel bilancio federale, saranno limitate calcolando il greggio ad un prezzo di circa 33 dollari al barile. Riuscirà con questi provvedimenti l'Iran a tamponare il progressivo calo delle esportazioni?

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