Massimo Campanini

Sulle orme del profeta: l’esperienza mahdista in Sudan, di Massimo Campanini

MOVIMENTI ISLAMICI E ISLAMISTI Anno 1 - Numero 4 • Aprile 2008

L’affermazione del Mahdi Muhammad Ahmad nel Sudan degli anni 1880 rappresenta una delle più significative espressioni di rinnovamento islamico in età precoloniale, carico di soteriologia e di mito. Il Sudan era allora parte integrante dell’impero egiziano degli eredi di Muhammad ‘Ali. Gli egiziani, o meglio i “turchi” come li chiamavano i sudanesi, avevano importato un sistema amministrativo con la ri scossione sistematica delle tasse, avevano lottato contro la tratta degli schiavi – una delle fonti principali di bilancio dell’economia sudanese dell’epoca –, soprattutto avevano cercato di imporre una forma di Islam istituzionalizzato e centralizzato che non corrispondeva alla tradizione fondamentalmente mistica e organizzata in confraternite dell’Islam sudanese. Queste interferenze “straniere”, tutte insieme, provocarono la risposta del Mahdi.

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Alle radici del wahhabismo, di Massimo Campanini

MOVIMENTI ISLAMICI E ISLAMISTI Anno 1 - Numero 2 • Febbraio 2008

Interno moschea Si afferma spesso, con un sottinteso implicito giudizio negativo, che il regime saudita si regge sul wahhabismo e dunque su un sistema di pensiero “medievale” e “fanatico”. Eppure il wahhabismo è stato alle origini un movimento decisamente riformista. La sua prima caratteristica è di essere nato prima dell’impatto della colonizzazione europea sulle terre musulmane.

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Il futuro dell’islamismo moderato, di Massimo Campanini

MOVIMENTI ISLAMICI E ISLAMISTI Anno 1 - Numero 1 Gennaio 2008

Il futuro dell’islamismo moderato Qual’è la realtà e quale il futuro dei movimenti islamici e islamisti contemporanei? Innanzitutto bisogna distinguere tra islamici e islamisti. Col primo termine intendo i movimenti che nascono ed emergono dalla società civile e che perseguono l’islamizzazione dal basso; con il secondo intendo i movimenti che cercano di imporre un’islamizzazione dall’alto, frequentemente facendo ricorso all’uso della forza. La differenza di strategia implica ovviamente anche una differenza di mezzi utilizzati per raggiungere gli obbiettivi. È vero che movimenti islamici e islamisti perseguono fondamentalmente un unico fine: quello della realizzazione dello stato islamico. Entrambi sono dunque frutto della politicizzazione dell’Islam che si è affermata come una delle caratteristiche salienti di quella ideologia nel Novecento. Ma è altrettanto vero che confonderli o ritenere che siano nati per motivi identici condurrebbe a un grave fraintendimento della situazione.

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