Israele

Gaza, un problema anche per Mubarak, di Massimo Bordin

SGUARDO SU ISRAELE Anno 1 - Numero 4 • Aprile 2008

Bambini a Gaza Lo spiegamento di forze sulla “Philadelfia road”, la strada che segna il confine meridionale della striscia di Gaza è l’immagine del problema che accomuna Israele ad alcuni paesi arabi, primo fra tutti l’Egitto. A Gaza si succedono i lanci di razzi e missili, finora a corta gittata, contro i paesi israeliani più vicini. Ogni tanto forze speciali israeliane fanno rapide incursioni nella Striscia e colpiscono, inevitabilmente coinvolgendo civili. In sostanza uno stillicidio che continua perché Israele non esclude di ritornare a occupare Gaza per difendersi dai lanci di razzi – recentemente Zipi Livni ha riprospettato pubblicamente questa eventualità – ma esita a farlo per timore di impantanarsi in una situazione militarmente insolubile quanto nociva dal punto di vista dell’immagine.

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Fare affari nei Territori Una gimkana tra Fatah e Hamas, di Paolo Martini

ECONOMIA E MEDIORIENTE Anno 1 - Numero 4 Aprile 2008

Tony Blair Lo slogan è in stile vagamente “Obama”, e a rilanciarlo è il leader politico che ha più scommesso sulle speranze della politica nel risolvere le crisi mondiali: Tony Blair, inviato speciale per la pace in Medio Oriente, ha usato parole ispirate per lanciare una tre giorni di conferenza prevista dal 21 maggio a Betlemme. Lo slogan: “You can do business in Palestine”.

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Hamas, movimento di resistenza islamica

LA QUESTIONE • Anno 1 - Numero 4 • Aprile 2008

Striscia di Gaza In arabo significa “ardore”, “zelo”, ma è anche l’acronimo di “Movimento di resistenza islamica”.
Hamas è la più grande organizzazione integralista palestinese, fondata da Ahmed Yassin nel 1987 all’inizio della prima Intifada con l’obiettivo di costituire uno Stato islamico in tutta la Palestina storica. Attualmente, è capeggiata da Khaled Meshaal, unico leader storico ancora in vita in esilio a Damasco.

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Auguri a Pacifici, nuovo presidente della Comunità ebraica romana, di Giuseppe Caldarola

ISRAELE Anno 1 - Numero 3 • Marzo 2008

Sinagoga di Roma Riccardo Pacifici è il nuovo presidente della Comunità ebraica romana, la comunità più numerosa d’Italia. Succede a Leone Paserman che per due mandati ha accompagnato la comunità romana. Per tanti aspetti è una scelta di continuità. Pacifici ha collaborato con Paserman ed è stato portavoce della comunità negli anni di Paserman. I due rappresentanti degli ebrei romani hanno accompagnato la comunità nel passaggio fra due rabbinati molto diversi, da quello di Ariel Toaf all’attuale del dr Di Segni. Ma non c’è solo continuità.

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L’intricata faccenda dei confini di Israele

LA QUESTIONEAnno 1 - Numero 3 Marzo 2008

Confini di IsraeleSullo status giuridico dei confini di Israele non ci sono due esperti al mondo che la pensino allo stesso modo. Israele occupa circa 21.000 Kmq del territorio che le Nazioni Unite nel 1947 cercarono senza successo di dividere tra israeliani e palestinesi, mentre la West Bank (più la Striscia di Gaza) meno di 6.000.

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Israele, misteri siriani e timori per Gaza, di Massimo Bordin

SGUARDO SU ISRAELE Anno 1 - Numero 2 Febbraio 2008

Bandiera israeliana Il momento da cui partire per cercare di comprendere la fase in cui si trova in queste settimane la politica israeliana va forse fissato alla tarda serata dello scorso 12 febbraio quando in una strada di Damasco salta in aria dentro a una Mitsubishi Pajero l’“ingegnere” di Hezbollah, Imad Mugniyeh, ritenuto lo stratega militare dell’organizzazione sciita libanese. Mugniyeh, per la verità, era ricercato da 42 stati, in prima fila gli USA - che gli addebitavano le stragi alla loro ambasciata e a una caserma di marines nel Libano degli anni 80 - e Israele che, oltre al resto, lo riteneva responsabile della strage a Buenos Aires contro la sede della comunità ebraica, effettuata secondo il Mossad su commissione iraniana.

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Gerusalemme, il nodo mai sciolto

LA QUESTIONE Anno 1 - Numero 2 Febbraio 2008

Gerusalemme Città santa per le tre religioni monoteiste - terra promessa per gli ebrei, teatro della missione redentrice di Gesù e luogo di ascesa del profeta Maometto verso Allah -, Gerusalemme rappresenta il cuore simbolico del conflitto israelo-palestinese, crocevia delle speranze, ma anche dei lutti e dei tormenti che hanno attraversato la regione per secoli.

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La scommessa di Annapolis, di Stefano Polli

IL FATTO Anno 1 - Numero 1 Gennaio 2008

La scommessa di Annapolis Il Medio Oriente si trova di fronte a un anno potenzialmente decisivo. Nel 2008 si potrà molto probabilmente fare chiarezza su alcuni dei molti problemi ancora aperti nel conflitto israelo-palestinese. Ma sarà anche l’anno della pace? Tutto gira intorno alla ‘’scommessa’’ di Annapolis, il vertice sul Medio O - riente voluto da George Bush dove Ehud Olmert e Abu Mazen si sono dati proprio la scadenza del 2008 per chiudere i giochi della partita mediorientale. La matassa sembra però ancora parecchio annodata. Sui problemi fondamentali - status finale di Gerusalemme, confini dei due Stati, ritorno dei rifugiati - le posizioni sono ancora lontane. E dodici mesi di tempo potrebbero, alla fine, non bastare per sciogliere tutti i nodi.

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Un anno rischioso per l’esistenza di Israele, di Massimo Bordin

SGUARDO SU ISRAELE Anno 1 - Numero 1 Gennaio 2008

Un anno rischioso per l’esistenza di Israele Si è chiuso per lo Stato di Israele un anno particolarmente difficile caratterizzato dall’elaborazione del concetto di rischio della sua stessa esistenza, un incubo che, dalla guerra dei sei giorni, sembrava definitivamente accantonato.
La guerra dell’estate 2006 ai confini libanesi con Hezbollah e la contemporanea offensiva di Hamas sul fronte opposto avevano messo in evidenza i limiti strategici dell’esercito e quelli politici del governo. Il senso d’incertezza e di accerchiamento si è acuito per la politica apertamente ostile dell’Iran di Ahmadinejad, retroterra - insieme alla Siria - dell’offensiva su due fronti e impegnato, a tappe che Israele teme sempre più accelerate, nel piano nucleare. Questi due temi hanno caratterizzato l’inizio del 2007 a Gerusalemme.

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