Il Fatto

Più politica per sciogliere il nodo iracheno, di Stefano Polli

IL FATTO Anno 1 - Numero 4 • Aprile 2008

Al Risalah (Iraq) Cinque anni dopo, la guerra irachena è ancora in corso. E ancora si combatte a Baghad e dintorni. Una guerra a bassa intensità combattuta da una guerriglia spesso imprevedibile e capace di mettere in grande difficoltà l’esercito americano.
Partire dal dato militare è inevitabile per provare a dare un giudizio sul conflitto in Iraq, a pochi mesi dal cambio della guardia alla Casa Bianca. La strategia americana – secondo le opinioni di diversi alleati europei – è ancora troppo incentrata proprio sulla componente militare mentre probabilmente andrebbero sviluppati un maggiore dialogo fra le parti e una vera riconciliazione nazionale.
La politica dovrebbe tornare a guidare le azioni e le strategie delle parti impegnate in Iraq. Allo stesso tempo, sarebbe necessario un coinvolgimento maggiore della comunità internazionale, a cominciare dai paesi confinanti. E sarebbe op - portuno un ritorno della grandi istituzioni internazionali e soprattutto delle Nazioni Unite. In attesa del nuovo inquilino della Casa Bianca e, forse, di un diverso atteggiamento da parte di Washington.

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La prova delle urne, di Stefano Polli

IL FATTO Anno 1 - Numero 2 • Febbraio 2008

Elezioni Iran Giro di boa elettorale, in poche settimane, per tre Paesi fondamentali per gli equilibri geo-politici del Vicino Oriente. Pakistan, Iran e Libano si sono confrontati o si confrontano con elezioni che possono mutare il rapporto di forze interno ai tre paesi con conseguenze importanti per tutta la regione. Se da un lato è vero che le elezioni tradizionalmente non svolgono in Medio Oriente un ruolo incisivo nel processo politico come accade in Occidente, dall’ altro lato è innegabile che l’attuale situazione è un po’ diversa dal solito. Giungono da varie capitali scricchiolii che annunciano possibili cambiamenti politici mentre le recenti elezioni pakistane hanno invece segnato, in modo clamoroso, la fine dell’era Musharraf.

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La scommessa di Annapolis, di Stefano Polli

IL FATTO Anno 1 - Numero 1 Gennaio 2008

La scommessa di Annapolis Il Medio Oriente si trova di fronte a un anno potenzialmente decisivo. Nel 2008 si potrà molto probabilmente fare chiarezza su alcuni dei molti problemi ancora aperti nel conflitto israelo-palestinese. Ma sarà anche l’anno della pace? Tutto gira intorno alla ‘’scommessa’’ di Annapolis, il vertice sul Medio O - riente voluto da George Bush dove Ehud Olmert e Abu Mazen si sono dati proprio la scadenza del 2008 per chiudere i giochi della partita mediorientale. La matassa sembra però ancora parecchio annodata. Sui problemi fondamentali - status finale di Gerusalemme, confini dei due Stati, ritorno dei rifugiati - le posizioni sono ancora lontane. E dodici mesi di tempo potrebbero, alla fine, non bastare per sciogliere tutti i nodi.

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