Atti del seminario “Sguardi sull’Iran alla vigilia delle elezioni presidenziali” • Anno 1 - Numero 10-11 • Ottobre-Novembre 2008
L’oggetto di cui devo parlare oggi con voi, è quello della rilevanza dell’Iran. Credo che, per molti aspetti, sia un compito facile perché sarebbe difficile sostenere non dico l’irrilevanza ma la scarsa rilevanza di questo paese per il Medio Oriente e per l’ordine mediorientale e, per altri aspetti, invece, è un tema che richiede una trattazione per così dire attenta. Il problema è che l’Iran è sicuramente un attore senza la collaborazione del quale qualunque assetto equilibrato, ordinato, del sistema mediorientale è, non dico irrealizzabile, ma molto difficile e precario. Però le premesse per una concordanza sul tipo di assetto tra l’Iran e gli altri importanti attori regionali ed extraregionali sono molto infelici in questo momento. Dico subito che, come ha detto Francesco De Leo, amiamo tutti molto l’Iran, il suo popolo, la sua cultura raffinata e millenaria, torniamo sempre molto volentieri in questo paese e, sicuramente, tutte le volte che ci sono dei dissapori con l’Iran, sono dissapori che riguardano, da un lato, talune azioni del suo governo e, dall’altro, alcuni dei principi su cui il regime si fonda, principi che rispettiamo ma che non condividiamo in parte o completamente.