Anno 1 - Numero 5 • Maggio 2008
Alfredo Mantovano. Sottosegretario all’Interno
Quale può essere il ruolo dell’Unione Europea nel far crescere il livello di Demo crazia in Medio Oriente?
L’atteggiamento e le scelte da compiere per gli scenari mediorientali costituiscono le spie più significative della capacità dell’UE di essere Unione e di recitare una parte non marginale per la soluzione di nodi pluridecennali. È difficile riconoscere la linea mantenuta finora dall’Europa, avendo le sue istituzioni seguito ondeggiamenti e incertezze, dipendenti dalla complessità oggettiva delle questioni in gioco e dal desiderio di mostrare autonomia rispetto agli orientamenti dell’amministrazione USA. Per avere un ruolo e per dare un contributo che abbia senso è indispensabile che l’UE si doti di linee guida, dalle quali non derogare: riconoscimento dello stato di Israele come presupposto di confronto e di collaborazione da parte di tutti i soggetti che a vario titolo hanno peso politico in Medioriente; lotta al terrorismo, e quindi ai traffici di armi che lo alimentano; garanzia di rispetto dei diritti umani in tutti i territori, e di quel fondamentale diritto che è il confessare liberamente la propria religione. L’UE avrà un ruolo se riuscirà a porre queste premesse come base e condizione per l’interlocuzione, e anche per aiuti concreti, verso partner che da essa ricevono sostegno e aiuti. L’alternativa è la frammentazione, l’irrilevanza, l’antagonismo – destinato alla sconfitta – con Washington, cioè con chi la propria parte in quell’area l’ha sempre recitata, positivamente o negativamente, senza rifiutare l’assunzione delle proprie responsabilità.



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