Atti del seminario “Sguardi sull’Iran alla vigilia delle elezioni presidenziali” • Anno 1 - Numero 10-11 • Ottobre-Novembre 2008
Melina Decaro. Docente di Diritto Pubb. Comparato Univ. Luiss Guido Carli - Roma
Io insegno Diritto Pubblico Comparato alla Facoltà di Scienze Politiche della Luiss e questo è il primo anno di ritorno all’università dopo un lungo periodo di servizio per le istituzioni. Sono stata funzionario nella Camera dei Deputati, vicesegretario generale della Presidenza della Repub - blica e permettete anche a me, con questo privilegio di esperienze, di ricordare un episodio di dieci anni fa che mi ha portato a interessarmi molto “agli” Islam perché la cultura occidentale è abituata alla categoria “Islam” e invece gli islam sono tanti e molto diversi al loro interno.
Dieci anni fa, da capo del sevizio dei rapporti internazionali e per l’Unione Europea e per la Camera dei Deputati, ho avuto la straordinaria possibilità di preparare i dossier di viaggio e di accompagnare il Presidente della Camera Violante che avviò un forte impegno per quella che si definiva Diplomazia Parlamentare. Nei mesi di gennaio, marzo e aprile 1998 organizzò alcune visite in Egitto, Arabia Saudita e in Iran. Io accompagnai il Presidente e preparai i dossier di documentazione. In Iran il Presidente della Camera incontrò il Presidente Khatami e lì incominciò un interessante scambio di esperienze e di amicizia che portò alla pubblicazione del libro del Presidente Khatami tradotto in italiano e portò poi al viaggio del Presidente già ricordato dal Presidente D’Alema, allora Presidente del Consiglio. Allora permettetemi di ricordare che quando io facevo parte dello staff del Presidente D’Alema avrei dovuto entrare nella stanza in cui dovevamo essere ricevuti dal Presidente Khatami ma la sicurezza, lo staff del Presidente Khatami, mi chiuse praticamente la porta in faccia, nel senso che io ero garbatamente invitata a non entrare e poiché il Presidente Khatami era sulla soglia di questa porta che si chiudeva di fronte a me, io ho lo straordinario ricordo di un Presidente sorridente che dice ai suoi collaboratori di farmi entrare e mi accompagna nella stanza. Da ignorante occidentale mi sorprendo per il lunghissimo discorso del Presidente Khatami che dimostrava una conoscenza della cultura occidentale e in particolare dell’umanesimo, del rinascimento, dell’illuminismo e mi vergogno di essere così ignorante rispetto a una storia di cultura altrettanto millenaria. La premessa un po’ lunga per dire che da allora è partito un mio particolare interesse che oggi si è ancor più rafforzato e devo ringraziare la Fondazione davvero per la bella giornata, ma soprattutto, devo ringraziare le nostre tre ospiti, le nostre tre signore che invitate a parlare di donne hanno parlato di politica poiché parlavano già di donne con la loro presenza. Il mio interesse da costituzionalista è per quello che accade nelle istituzioni di paesi altri che nella tradizione occidentale degli studi di Diritto Comparato era liquidato con “sono diversi, appartengono ad un’altra famiglia”. Le famiglie di Diritto Comparato, agli inizi degli anni ’50 dello scorso secolo erano la famiglia romano-germanica e stiamo tra di noi, la famiglia di common low e già c’è un po’ di sospetto per la Manica, continente e isola si sentono lontani, la famiglia del diritto sovietico che ormai non c’è più e la famiglia teocratica, l’islam. Perché conoscersi tra diversi? Perché è inutile comparare tra così diversi dimenticando che la storia dell’Occidente è una storia di secoli caratterizzati dai rapporti tra Stato e religione e che il secolarismo è lungo da creare e anche da conservare. Forse più che le contrapposizioni a me interessano le alleanze soprattutto se consideriamo che la parola “fondamentalismo” nasce proprio in terra statunitense intorno al 1920 a proposito di sette e protestanti, e che oggi secondo una ricerca molto seria dell’Accademia di Scienze Americana dedicata ai fondamentalismi, i fondamentalismi pericolosi per il mondo sono diciassette, parlare con il Vicino Oriente è secondo me molto, molto utile. E a questo proposito, concludo, noi abbiamo cominciato a lavorare. Dico “noi” considerando il nostro piccolo gruppo di allievi e soprattutto gli studenti perché la meraviglia è stata che agli studenti questi temi interessano tantissimo, che finalmente abbiamo dei corsi di arabo e ho invitato a studiare il farsi e che speriamo di concludere, per l’inizio del prossimo anno, un lavoro comune che vede già, in un’immediata pubblicazione dedicata solo all’Iran, un anticipo. Il Dottor Petrillo che è uno dei miei più anziani allievi pubblica proprio a giorni un volume dedicato all’Iran, della collana Il Mulino, Come si governano, e subito dopo usciremo con un volume dedicato a tre casi, tre percorsi costituzionali sul tema del rapporto tra Stato e religione e quindi il caso della Turchia, dell’Iran e dell’Afghanistan. Su questi percorsi, poiché i temi sono molto comuni alle democrazie cosiddette occidentali, al costituzionalismo occidentale e al complesso costituzionalismo iraniano che oggi è stato presentato e su cui potremmo dire molto, ecco, su questo, il rapporto deve essere di estrema, reciproca attenzione.

IL PUNTO
IL FATTO
SGUARDO SU ISRAELE
APPROFONDIMENTI
CONVERSAZIONI
ECONOMIA E MEDIORIENTE
FINANZA E DIRITTO
SOCIETA'
CULTURA
COSA E' ACCADUTO




