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giugno 2008

Fare i conti con Hamas e Hezbollah. I nuovi equilibri in Medio Oriente

Hezbollah - Libano il vicino oriente
mensile di politica cultura e società

Anno 1 - Numero 6 • Giugno 2008
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La fragile vittoria di Hezbollah, di Vittorio Emanuele Parsi

IL PUNTO Anno 1 - Numero 6 • Giugno 2008

Nonostante l’elezione del generale Sulei - man a presidente della Repubblica, la situazione nel Paese dei Cedri resta estremamente tesa e complicata. È senza dubbio un fatto positivo che l’elezione dell’ex capo di stato maggiore delle Forze Armate libanesi abbia posto fine a un pericolosissimo vuoto istituzionale che durava da oltre sei mesi: e infatti essa è stata salutata con grande entusiasmo e speranza sia in Libano che fuori del Libano. Tutto bene, dunque? Dipende. Da un lato l’elezione di Suleiman ha bloccato la possibile escalation verso la guerra civile e ha fatto uscire il sistema politico dall’impasse istituzionale. Dall’altro c’è il timore che con essa sia stata sostanzialmente ratificata l’egemonia politica di Hezbollah sul Libano.

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Crescono Hamas e Hezbollah. Cambia la mappa mediorientale, di Stefano Polli

IL FATTO Anno 1 - Numero 6 • Giugno 2008

Manifestanti pro Hamas Cambia qualcosa in Medio Oriente con la recente crescita di Hezbollah e Hamas? Nel tentativo di dare una risposta a questa domanda si possono trovare gli elementi per disegnare il profilo del futuro prossimo del Vicino Oriente.
Stiamo assistendo, in questi ultimi anni, a un cambiamento strutturale nella regione. Da un lato il nuovo – anche se ancora molto instabile – assetto iracheno e la fluida, ma totalmente mutata, situazione in Afghanistan. Dall’altra, appunto, la crescita esponenziale di Hezbollah e Hamas, due movimenti che da semiclandestini che erano hanno costruito – anche se con caratteristiche diverse – una forte anima politica e un braccio armato significativo.

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Hezbollah va disarmata, con Hamas non si parla, Ahmadinejad non è l’Iran

Radio Radicale e il Vicino Oriente conversano con il ministro degli Esteri Franco Frattini sulla politica italiana in Medio Oriente

CONVERSAZIONI Anno 1 - Numero 6 • Giugno 2008

Franco Frattini (Ministro degli Affari Esteri) Massimo Bordin e Francesco De Leo conversano con Franco Frattini (Ministro degli Affari Esteri)
Quello che segue è il testo di una parte dell’intervista della nostra rivista al Ministro degli Esteri, On. Franco Frattini, organizzata in collaborazione con RadioRadicale e trasmessa il 6 giugno scorso. Sul nostro sito ilvicinoriente.it e su radioradicale.it è possibile ascoltare la versione completa.

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Esercito e milizie. Il puzzle della sicurezza libanese, di Riccardo Redaelli

APPROFONDIMENTO Anno 1 - Numero 6 • Giugno 2008

Beirut (Libano) La lunga crisi politica libanese che ha preceduto la nomina del nuovo presidente della repubblica - contrassegnata negli scorsi mesi da violenti scontri armati fra le diverse fazioni politiche - ha evidenziato le particolarità del sistema di sicurezza libanese.

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Crisi interna e minacce esterne. La calda estate di Israele di Massimo Bordin

SGUARDO SU ISRAELE Anno 1 - Numero 6 Giugno 2008

Il Primo ministro d'Israele Ehud Olmert L’estate in Israele si annuncia assai complicata e pericolosa. Il pericolo non viene solo dai missili Qassam che negli ultimi giorni hanno ripreso a piovere su Zderoth e sul Neghev. Le complicazioni non si fermano alla crisi politica che fa prevedere a molti le elezioni anticipate per l’autunno. L’intreccio fra complicazione e pericolo può essere ben rappresentato dai contatti fra Israele e Siria mediati dalla Turchia di Erdogan.

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Sciiti libanesi. Hezbollah, il partito di Dio, di Massimo Campanini

MOVIMENTI ISLAMICI E ISLAMISTI Anno 1 - Numero 6 • Giugno 2008

Supporter dello sceicco Hasan Nasrallah Il Partito di Dio sciita Hizbollah nasce nel 1982, in coincidenza con la seconda invasione israeliana del Liba - no (la cosiddetta “operazione pace in Galilea”). La sua nascita è determinata da tre fattori concomitanti: in primo luogo, le rivendicazioni socio-politiche della comunità sciita libanese, emarginata e schiacciata dall’egemonia maronita/sunnita; in secondo luogo, la politicizzazione dello sciismo, ossia quel fenomeno che ha portato nel Novecento gli sciiti da minoranza sottomessa alla rivendicazione dei pieni diritti politici; e soprattutto, l’attacco israeliano del 1982, approvato dagli Stati Uniti, durante il quale lo stato ebraico si era alleato con le milizie parafasciste della Falange cristiano- maronita (alleanza che produsse il terribile massacro nei campi palestinesi di Sabra e Shatila).

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La guerra dei telefoni. La tecnologia di Hezbollah, di Paolo Martini

ECONOMIA E MEDIORIENTE Anno 1 - Numero 6 • Giugno 2008

Beirut (Libano) In Italia siamo ancora ai rumors, annunci di partenza entro il 2010 o il 2012: il sistema di trasmissione WiMax, che consentirebbe di digitalizzare l’intero paese con connessioni senza fili sia per la rete web che per la telefonia mobile, è ancora agli albori, e al massimo si legge qualcosa sui giornali specializzati su esperimenti imminenti in Valtellina piuttosto che in Umbria.

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2º Convegno internazionale di Otranto

il Vicino Oriente “Democrazia e Medio Oriente”

audio/video integrale, album fotografico, rassegna stampa del convegnowww.ilvicinoriente.it
audio/video integrale, album fotografico, rassegna stampa del convegno, svoltosi a Otranto e a Lecce dal 22 al 24 maggio 2008

“Fattorie di Shebaa”, un lembo di terra nel cuore del conflitto

LA QUESTIONE • Anno 1 - Numero 6 • Giugno 2008

Mappa fattorie di Shebaa Le “fattorie di Shebaa”, per i libanesi – “Monte Dov” per gli israeliani – sono un fazzoletto di terra di circa 25 km2 situati al punto di intersezione tra Siria, Israele e Libano, alle pendici del Monte Hermon, alla periferia dell’altopiano del Golan, oggi controllato dallo stato ebraico. Attorno a questo lembo di territorio si è animata una delle più aspre contese di tutto il Medio Oriente: una disputa che risulta ancora più difficile da decifrare viste le limitate dimensioni di questo pezzo di terra e il suo apparentemente irrilevante peso economico.

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Cosa e' accaduto (Maggio 2008)

Anno 1 - Numero 6 • Giugno 2008

• il presidente Usa George W. Bush torna in Terra Santa, per la seconda volta in quattro mesi. Davanti alla Knesset (il parlamento di Gerusalemme) pronuncia un discorso appassionato a favore di Israele, in cui sottolinea che, nella lotta al terrorismo, “i sette milioni di israeliani non sono soli, ma hanno al loro fianco anche i 300 milioni di americani”.
• 14: lo stato ebraico compie 60 anni. Israele nasce formalmente a mezzanotte del 14 maggio 1948, immediatamente dopo lo scadere del mandato britannico sulla Palestina. Nel calendario lunare ebraico la data corrisponde al 5 del mese di Iyar dell’anno 5708.
• 16: nuovo messaggio dello sceicco del terrore Osama bin Laden “a tutti i popoli occidentali”: “A Dio piacendo, continueremo la lotta contro gli israeliani e i loro alleati... non cederemo un solo palmo della Palestina fino a quando sulla terra ci sarà anche un solo vero musulmano”.
• 21: con una mossa a sorpresa, Israele e Siria annunciano di aver avviato colloqui indiretti di pace, con la mediazione della Turchia. La restituzione delle Alture del Golan è al centro di un negoziato per il quale il premier israeliano Olmert comunque “non si fa illusioni”.
• 25: il Libano finalmente elegge il suo presidente. Dopo uno stallo istituzionale di 18 mesi, il generale Suleiman, cristiano-maronita, viene eletto dal parlamento capo dello stato. L’accordo tra maggioranza parlamentare anti-siriana e opposizione guidata da hezbollah porta alla nascita di un nuovo governo di unità nazionale.

Cosa accadra' (Giugno 2008)

Anno 1 - Numero 6 • Giugno 2008

• 12: la conferenza di Parigi sull’Afgha nistan doppia la boa dei venti miliardi di dollari di aiuti e di impegni da parte di 67 paesi e 17 organizzazioni internazionali, che rispondono così all’ambizioso piano di ricostruzione e sviluppo messo sul tavolo dal presidente afghano Hamid Karzai.
• 14: l‘Iran ribadisce il suo rifiuto di sospendere l’arricchimento dell’uranio, come chiestogli dal Consiglio di Sicurezza dell’Onu, proprio mentre il responsabile della politica estera comune della Ue, Javier Solana, presenta a Teheran un nuovo pacchetto di proposte delle grandi potenze. Proposte rifiutate dal regime degli ayatollah.
• il viaggio che il presidente Usa George W. Bush compie in Europa a metà mese ha un unico vero filo conduttore: convincere le capitali europee a inasprire le sanzioni verso l’Iran, dando il via libera alla quarta tornata di ritorsioni economiche targate Onu. Obiettivo, sembra, raggiunto.
• Afghanistan: entro la fine del mese il ministro degli Esteri Franco Frattini ha promesso di rendere operativa la modifica dei ‘caveat’ delle truppe italiane nel paese asiatico, riducendo da 72 a 5-6 ore i tempi di risposta del governo alle eventuali richieste alleate per l’impiego ‘fuori-area’ dei nostri soldati. Il contingente italiano è schierato tra Kabul e Herat (ovest del paese), mentre il Sud è sempre più martoriato dalla guerriglia taleban.
• Una squadra di ispettori nucleari dell’Aiea visiterà la Siria il 22-24 giugno per verificare le informazioni dei servizi statunitensi sulla possibile costruzione di un reattore nucleare in quel paese. Lo ha annunciato il direttore generale dell’Agenzia per il nucleare delle Nazioni Unite, Mohammed el Baradei

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  • Giuseppe Lorusso” Giuseppe Lorusso



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