SGUARDO SU ISRAELE • Anno 1 - Numero 6 • Giugno 2008
L’estate in Israele si annuncia assai complicata e pericolosa. Il pericolo non viene solo dai missili Qassam che negli ultimi giorni hanno ripreso a piovere su Zderoth e sul Neghev. Le complicazioni non si fermano alla crisi politica che fa prevedere a molti le elezioni anticipate per l’autunno. L’intreccio fra complicazione e pericolo può essere ben rappresentato dai contatti fra Israele e Siria mediati dalla Turchia di Erdogan.
Scomponiamo i temi attraverso la cronaca dei primi giorni di giugno. “Resteremo al potere ancora per molto tempo”. Così, via telefono dagli USA dove aveva incontrato Bush, Ehud Olmert ha rassicurato una vasta platea di attivisti del partito KADIMA, riunita ad Haifa per una manifestazione in suo sostegno. Già prima di partire per Washington, Olmert aveva fatto intendere di aspettarsi per la metà di luglio novità positive dal controinterrogatorio di Morris Talansky, il suo ricco supporter che lo ha cacciato nell’ennesima inchiesta per corruzione. Olmert non è nuovo a disavventure del genere e ne è sempre uscito bene. Sta - volta l’affare sembra più serio ma non è detto che non possa sperare in un proscioglimento. Solo che la sua popolarità è molto bassa. Elettori che si sentono minacciati e circondati da nemici che parlano apertamente di distruzione dello stato di Israele, da sempre dubbiosi su questo premier che non è un militare - come Sharon, Barak o Netanyahu - sono ora indispettiti dalle sue spese in sigari avana e grandi alberghi. In ogni caso non potrà essere lui il prossimo premier anche se l’alleanza fra KADIMA e i laburisti dell’AVODA dovesse ancora sconfiggere il LIKUD. Dunque Olmert è impegnato, andreottianamente, a tirare a campare il più possibile come primo ministro. Molti sospettano, non solo in Israele, che le trattative di pace con la Siria siano parte di questa tattica. In effetti la trattativa è vagamente surreale. L’obiettivo è ambizioso: per Israele la pace con la Siria equivarrebbe alla tranquillità sul fronte nord, mentre la Siria - dopo il successo di Doha che di fatto le ha restituito un ruolo in Libano - potrebbe cancellare il marchio di “stato canaglia” gravido di sanzioni pesanti per la sua economia priva di petrolio. Ma può davvero il regime di Assad sganciarsi dall’asse con l’Iran? E può Israele accettare di restituire le alture del Golan, come i siriani pretendono? Nulla, tanto meno lo stato presente delle trattative, fa pensare che condizioni simili possano realizzarsi. In ogni caso tutti prevedono le elezioni israeliane per novembre o al più tardi per gennaio 2009. La maggioranza vuole arrivarci comunque con un leader meno impopolare, e il laburista Ehud Barak si è alleato con il ministro degli Esteri Zipi Livni, attualmente molto popolare. Un governo Livni, con Barak sempre alla Difesa, potrebbe risollevare le sorti della coalizione. E potrebbe avere una tentazione. In un’intervista al Jerusalem Post Howard Berman, presidente della commissione americana che si occupa della vendita dei sistemi d’arma, ha mostrato l’intenzione di revocare il divieto di vendita a Israele dei caccia F-22 “Raptor”, i mezzi più appropriati per incursioni veloci a medio-lungo raggio. Per di più notizie di un acquisto israeliano di F-22 erano già circolate e ve ne avevamo riferito. Incrociare l’intervista di Berman con le recenti denunce di El Baradei porta a considerare anche un recente articolo di Josckha Fischer sul Daily Star in cui l’ex ministro tedesco nota come, con l’uscita di Bush dalla Casa Bianca, si chiuderebbe la finestra di opportunità per Israele di risolvere militarmente, come con l’Iraq e recentissimamente con la Siria, il problema delle turbine nucleari iraniane. Del resto il presidente USA nella sua visita per il sessantesimo anniversario di Israele più che di Ben Gurion parlò del pericolo iraniano, trovando naturalmente orecchie sensibilissime. E anche dal mondo arabo sunnita, in particolare dall’Arabia Saudita, sono venuti accenti assai critici verso la bomba “persiana” e l’invadenza della politica di Teheran. E se Fischer avesse visto giusto?

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