L'architettura siriana tra oriente e occidente, di Alberto Galardi
CULTURA • Anno 1 - Numero 4 • Aprile 2008
La Siria, punto focale d’incontro tra Oriente e Occidente, per oltre un millennio è stata la porta delle vie commerciali per chi, dal Mediterraneo, voleva raggiungere il vicino e il lontano Oriente. La sua storia fortemente tormentata può essere sintetizzata secondo i principali eventi che hanno caratterizzato lo sviluppo della propria civiltà e che hanno impresso una forte influenza anche nel campo dell’architettura e dell’urbanistica.
Di grande rilievo e importanza è l’influsso ellenistico avvenuto in seguito alla conquista di Alessandro il Macedone (333 a.C.) che ha dato inizio a un’epoca di straordinario splendore durata per quasi tre secoli, fino alla conquista romana. All’influsso ellenistico si deve, ad esempio, lo schema della città a scacchiera che, ideato in Grecia da Ippodamo di Mileto, trova applicazione in tutte le città siriane, come appare con evidenza nei tracciati di Doura Europos, Kyrros, Antiochia, Laodicea, Aleppo, Damasco e Palmira. Esse si sviluppano appunto a scacchiera, secondo un reticolo di strade ortogonali e con una chiara differenziazione tipologica dei quartieri, a seconda della specifica funzione abitativa, religiosa, commerciale e militare.
Con la conquista romana (64 a.C.) inizia un periodo di prosperità che però decade lentamente con l’avvento bizantino, sino alla conquista araba (638 d.C). In quest’epoca, l’avvento dell’arco a tutto sesto e la volta a botte portano a un notevole sviluppo della tecnica costruttiva. Le architetture sono ora costruite magistralmente, con l’uso di grandi blocchi di pietra da taglio, squadrati e levigati sulle superfici esterne. Di particolarissimo interesse e di grande originalità è poi anche la nuova organizzazione del lavoro edificatorio, tipicamente romana, basata su folte squadre di abilissimi costruttori itineranti – muratori, lapicidi e scultori – che, organizzati militarmente, si spostano da un luogo all’altro anche percorrendo grandi distanze, secondo la necessità. Anche a questo si deve il carattere di notevole uniformità delle loro opere, già ben riconoscibili per la cromia della pietra arenaria ampiamente utilizzata perché fornita dalle innumerevoli cave di quel materiale disponibili sul territorio.
Con l’avvento del cristianesimo sorgono anche in Siria le prime chiese la cui tipologia si diffonde prontamente sia a Bisanzio che a Roma e, quindi, in tutta la cristianità.
È l’invasione islamica del settimo secolo che segna un deciso cambiamento nell’architettura e nell’urbanistica siriana; da questo momento l’influsso orientale si innesta con la tradizione precedente e prende il sopravvento. La primordiale architettura islamica siriana si appropria pienamente dei sistemi costruttivi e formali della tradizione ellenistico-romana, specialmente dell’uso dell’arco a pieno sesto, diversamente da quanto avviene negli altri paesi islamici che, sin dall’inizio, sviluppano l’uso dell’arco a sesto acuto e tutta una ricca e fantasiosa tipologia di archi, specialmente polilobati. Anche l’uso di elementi architettonici scolpiti in marmo – come nella grande moschea di Damasco – è una caratteristica peculiare dell’architettura omayyade chiaramente ereditata dalla tradizione precedente, mentre la ricca decorazione tipicamente orientale è tra gli elementi precipui di un nuovo modo di concepire l’architettura.
Le preparatissime maestranze locali che, senza soluzione di continuità, avevano appreso e tramandato per molti secoli l’arte romana del costruire, rendono possibile l’erezione dei numerosi castelli, delle molte fortezze e delle poderose mura di difesa voluti, al tempo delle Crociate, dagli ordini cavallereschi templare, teutonico e, principalmente, sangiovannita.
I Principati Latini in cui i crociati avevano diviso la Siria, nel 1291 cadono definitivamente sotto il dominio di diverse potenze musulmane che si alternano nel paese fino al predominio dell’impero turco che, dal 1516 al 1918, vede il progressivo tramonto e la tragica decadenza della Siria in ogni campo, economico e culturale.

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