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Madonna non passera' su Mtv made in Arabia, di Karima Moual

SOCIETA' Anno 1 - Numero 3 • Marzo 2008

BBCCosa è arrivato dal mondo arabo, o meglio cosa ci è arrivato dal mondo arabo, è un fatto oramai chiaro a tutto l’Occidente. Ma è anche interessante vedere cosa arriva veramente dell’Occi dente sugli schermi arabi.
Quale Occidente passa via satellite dentro le case arabe?

Chi segue i diversi canali arabi, si renderà conto che l’immagine dell’Occidente è talvolta quella di un luogo da invidiare e imitare, ma qualche altra volta anche quella da temere, per via del potere attrattivo che esercita soprattutto sui giovani, animati dal nuovo e dal diverso.
È così che vengono imitati reality show, talk show di diverso tipo, da quelli di intrattenimento a quelli politici; mentre gli spot pubblicitari molte volte sono proprio importati tali e quali, senza alcuna modifica, tanto da dare la sensazione di essere quasi surreali nel contesto in cui vengono calati.
L’esempio della pubblicità dello shampoo costituisce una prova di questa situazione: una donna occidentale con capelli lunghi che sfoggia la luminosità della sua chioma ma soprattutto la caratteristica principale del suo capello, liscio come la seta.
Questa è una caratteristica molto ambita dalle donne arabe che, invece, si caratterizzano per lo più per avere capelli mossi se non addirittura ricci. Ecco che la donna occidentale diventa un modello da imitare, e quale modo migliore se non attraverso uno spot che arriva direttamente dall’Occidente?
Altre volte, oltre a imitare, si cerca di rimodellare ciò che arriva da lontano, in modo di adattarlo alla realtà degli spettatori.
Questo avviene soprattutto quando si tratta di qualcosa che attrae fortemente e che fa temere, in qualche modo, che a forza di imitare un modello si finisce poi per cambiare del tutto. Questo è l’esempio della nuova MTV Arabia, il network americano più celebre al mondo che, esportato nei paesi musulmani, rappresenta senz’altro una sfida per tutti ma soprattutto per le nuove generazioni che stanno crescendo nell’epoca della globalizzazione dalla quale è difficile non essere contaminati.
Ecco perché, la nascita di MTV Arabia è stata accompagnata a Dubai da uno sfarzoso ed esagerato party a imitazione di quelli occidentali, con tanto di star internazionali e locali. L’evento, naturalmente, è stato accolto con entusiasmo ma anche con numerose critiche sia da parte di coloro che non ne sentivano la necessità sia di coloro che, invece, criticavano le modalità con cui Mtv Arabia si sarebbe distinta dall’Mtv occidentale.
Nelle case della stragrande maggioranza di famiglie arabe c’era già il satellite che permetteva di vedere Mtv, ma con Mtv Arabia si è assistito all’adattamento di un modello di successo alle proprie esigenze, cioè in conformità con l’Islam.
Nel nuovo canale musicale made in Arabia ci sono allora regole rigide da rispettare: niente sesso, niente violenza e niente croci. Regole un po’ difficili da rispettare per questo genere di programma, ed è facile rendersene conto anche per chi non è un attento osservatore, guardando anche solo qualche video di quelli trasmessi da MTV.
L’MTV Generation araba crescerà perciò diversamente senza i video sexy di LL Cool J, senza la violenza di Marilyn Manson, e senza le croci e la sensualità di Madonna, e proprio quest’ultima pare sia la più censurata dalla nuova MTV.
Sarà quindi molto difficile vedere Like a Virgin o Like a prayer, ma almeno la globalizzazione delle nuove generazioni, tanto odiata e contestata, potrebbe però favorire quello spirito di convivenza che ormai tutti devono imparare ad accettare tra “Oriente” e “Occidente”.
(2-fine)

(1-parte)

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