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febbraio 2008

Pakistan, Libano e Iran Giro di boa elettorale

Pakistan, Libano e Iran Giro di boa elettoraleil vicino oriente
mensile di politica cultura e società

Anno 1 - Numero 2 • Febbraio 2008
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Elezioni e Medio Oriente, legittimità e consenso, di Vittorio Emanuele Parsi

IL PUNTO Anno 1 - Numero 2 • Febbraio 2008

Elezioni e Medio Oriente Non è un rapporto felice quello del Medio Oriente con le procedure elettorali. Non che la cosa stupisca eccessivamente, se solo si considera che, con l’eccezione di Israele e della Turchia, non esistono democrazie competitive nella regione. Paradossalmente, le uniche elezioni che negli ultimi anni hanno svolto un ruolo incisivo nel processo politico si sono avute in paesi sconvolti o minacciati dalla guerra civile, come l’Afghanistan, l’Iraq o il Libano. Per cercare di capire come mai questo si verifichi, occorre ricordare le due funzioni fondamentali assolte dalle elezioni. La prima è quella di consentire la selezione della classe politica, di permettere la competizione tra élite politiche alternative, per il governo del paese. Grazie al voto, i cittadini giudicano l’operato di un governo, lo censurano o esprimono la loro approvazione: in primo luogo, quindi, le elezioni misurano il consenso sociale verso l’azione del governo. La seconda funzione delle elezioni è quella di raccordare le istituzioni politiche con la società, di confermare il loro buon diritto a rappresentare il popolo, cioè il detentore ultimo della sovranità. In questo senso, le elezioni ribadiscono la legittimità del regime politico.

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La prova delle urne, di Stefano Polli

IL FATTO Anno 1 - Numero 2 • Febbraio 2008

Elezioni Iran Giro di boa elettorale, in poche settimane, per tre Paesi fondamentali per gli equilibri geo-politici del Vicino Oriente. Pakistan, Iran e Libano si sono confrontati o si confrontano con elezioni che possono mutare il rapporto di forze interno ai tre paesi con conseguenze importanti per tutta la regione. Se da un lato è vero che le elezioni tradizionalmente non svolgono in Medio Oriente un ruolo incisivo nel processo politico come accade in Occidente, dall’ altro lato è innegabile che l’attuale situazione è un po’ diversa dal solito. Giungono da varie capitali scricchiolii che annunciano possibili cambiamenti politici mentre le recenti elezioni pakistane hanno invece segnato, in modo clamoroso, la fine dell’era Musharraf.

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Auguri al Vicino Oriente

LETTERE Anno 1 - Numero 2 • Febbraio 2008

Riceviamo dal Consigliere del Presidente della Repubblica per la Stampa e l’Informazione:

Vi rappresento i sensi dell'attenzione del Presidente Giorgio Napolitano per la iniziativa editoriale - il mensile il Vicino Oriente - che dedicate all'approfondimento politico-culturale delle problematiche di quella regione, tanto difficoltosamente alla ricerca di sicurezza, convivenza e pace. Nel trasmettere l'auspicio del Presidente che ne giunga un proficuo contributo di ampliamento di conoscenza e di confronto, l'occasione mi è gradita per associare il mio augurio di buon lavoro.

Pasquale Cascella

Un nuovo presidente La sfida di Beirut, di Alessandro Politi

APPROFONDIMENTO / 1 Anno 1 - Numero 2 Febbraio 2008

Supporter di hamas “Il Libano viene usato come mailbox per messaggi tra l’Iran e gli USA”, dichiara Oussama Safa, direttore del Lebanese Center for Policy Studies, il ché è macabramente vero da quando è stato imposto uno stallo alla rivoluzione dei Cedri e viene confermato dall’assassinio del capo terrorista Imad Mughniye.

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Pakistan: dopo Musharraf in cerca di stabilità, di Riccardo Redaelli

APPROFONDIMENTO / 2 Anno 1 - Numero 2 Febbraio 2008

Elezioni Pakistan Sulla base dei dati disponibili, i risultati delle elezioni pakistane hanno confermato la sconfitta del partito legato al presidente Musharraf, la PML-Q (Pakistan Muslim League). Tuttavia, i partiti dell’opposizione non hanno riportato una vittoria così schiacciante come immaginato da alcuni analisti.

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Israele, misteri siriani e timori per Gaza, di Massimo Bordin

SGUARDO SU ISRAELE Anno 1 - Numero 2 Febbraio 2008

Bandiera israeliana Il momento da cui partire per cercare di comprendere la fase in cui si trova in queste settimane la politica israeliana va forse fissato alla tarda serata dello scorso 12 febbraio quando in una strada di Damasco salta in aria dentro a una Mitsubishi Pajero l’“ingegnere” di Hezbollah, Imad Mugniyeh, ritenuto lo stratega militare dell’organizzazione sciita libanese. Mugniyeh, per la verità, era ricercato da 42 stati, in prima fila gli USA - che gli addebitavano le stragi alla loro ambasciata e a una caserma di marines nel Libano degli anni 80 - e Israele che, oltre al resto, lo riteneva responsabile della strage a Buenos Aires contro la sede della comunità ebraica, effettuata secondo il Mossad su commissione iraniana.

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Alle radici del wahhabismo, di Massimo Campanini

MOVIMENTI ISLAMICI E ISLAMISTI Anno 1 - Numero 2 • Febbraio 2008

Interno moschea Si afferma spesso, con un sottinteso implicito giudizio negativo, che il regime saudita si regge sul wahhabismo e dunque su un sistema di pensiero “medievale” e “fanatico”. Eppure il wahhabismo è stato alle origini un movimento decisamente riformista. La sua prima caratteristica è di essere nato prima dell’impatto della colonizzazione europea sulle terre musulmane.

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Shirin Ebadi: “Non voterò! Elezioni irregolari”, di Francesco De Leo

CONVERSAZIONI Anno 1 - Numero 2 Febbraio 2008

Voto in Iran TEHRAN – È piena di neve la strada che ospita lo studio dell’avvocato Shirin Ebadi a Tehran. La capitale dell’Iran è tutta bianca, infreddolita da una temperatura che ha toccato i -27°, nel silenzio di giornate dedicate alla commemorazione dell’Ashura, la più importante ricorrenza religiosa degli sciiti.

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La crisi dei salari e la tradizione sovietica, di Paolo Martini

ECONOMIA E MEDIORIENTE Anno 1 - Numero 2 Febbraio 2008

Aumento dei salari, ma solo per i lavoratori pubblici. I paesi del Medio Oriente e del Golfo mantengono alcune caratteristiche che erano proprie del mondo ex sovietico. Hanno moltissimi lavoratori direttamente dipendenti dallo Stato per esempio. Lavoratori i cui stipendi sono decisi dallo Stato.

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I timori dell’Occidente In crisi la sua influenza, di Antonello Lupo

FINANZA E DIRITTO Anno 1 - Numero 2 Febbraio 2008

Economia medioriente Le pubblicazioni sui temi economici e finanziari offrono sempre più spazio al fenomeno dei fondi sovrani per varie ragioni, tra le quali senz’altro la turbolenza dei mercati finanziari degli ultimi mesi, sfociata nelle enormi perdite subite da banche e investitori.

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Tv e Internet nel mondo arabo, di Karima Moual

SOCIETA' Anno 1 - Numero 2 Febbraio 2008

MTV araba Il mondo arabo guarda? Il mondo arabo guarda eccome! Guarda, osserva, studia, imita e rimodella a suo piacimento quello che lo affascina di più, che lo rapisce, quello a cui non riesce a resistere nel bene e nel male, attraverso il mezzo di comunicazione per eccellenza: la televisione. Il mondo arabo è anche molto più curioso dell’Occidente, può essere pigro in alcuni ambiti ma nel curiosare altrove no, basti pensare alle zone più disagiate delle grandi metropoli arabe, dove l’occhio di un turista non può non cadere sull’immagine metropolitana delle baracche distrutte, sporche, ma con una parabola sul tetto, migliaia e migliaia di parabole su baracche sparse qua e là, che completano la complessità delle grandi metropoli arabe.

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Velo e polemiche, la via turca al laicismo, di Seyda Canepa

CULTURA Anno 1 - Numero 2 Febbraio 2008

Donna con turban Nelle settimane passate in Turchia abbiamo visto decine di miglialia di persone nelle piazze che protestavano contro gli emendamenti costituzionali votati dal parlamento turco per togliere in sostanza il divieto dell’uso del turban nelle università.

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Gerusalemme, il nodo mai sciolto

LA QUESTIONE Anno 1 - Numero 2 Febbraio 2008

Gerusalemme Città santa per le tre religioni monoteiste - terra promessa per gli ebrei, teatro della missione redentrice di Gesù e luogo di ascesa del profeta Maometto verso Allah -, Gerusalemme rappresenta il cuore simbolico del conflitto israelo-palestinese, crocevia delle speranze, ma anche dei lutti e dei tormenti che hanno attraversato la regione per secoli.

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Cosa e' accaduto (Febbraio 2008)

Anno 1 - Numero 2 Febbraio 2008

• 4: Dopo quasi un anno, kamikaze palestinesi tornano a terrorizzare Israele. A Dimona (nel Neghev), città simbolo del potere nucleare israeliano, due palestinesi si fanno esplodere davanti a un centro commerciale. Tre morti e decine di feriti. Hamas rivendica l’attentato.
• 8: Il premier palestinese Salam Fayyad, in visita negli Stati Uniti, afferma di ritenere “improbabile” un accordo di pace duraturo con Israele entro il 2008. Annapolis sembra sempre più lontana.
• 12: Ucciso in un attentato a Damasco, nei pressi della sede dei servizi segreti siriani, Imad Mughniyeh, comandante militare di Hezbollah. Secondo Hezbollah è stato ucciso da “mani sioniste”, ma lo Stato ebraico nega. Al suo funerale, Hassan Nasrallah, leader del movimento sciita, promette “guerra aperta” a Israele.
• 13: Ucciso in un attentato in Afghanistan, a sessanta chilometri da Kabul, il maresciallo italiano Giovanni Pezzulo.
• 18: In Pakistan un voto di protesta travolge il presidente pachistano Pervez Musharraf nelle elezioni legislative che bocciano il partito dell'ex generale e premiano l'opposizione guidata dal Partito popolare della leader assassinata Benazir Bhutto.

Cosa accadra' (Marzo 2008)

Anno 1 - Numero 2 Febbraio 2008

• Il segretario di Stato americano Condoleezza Rice visiterà Israele e i Territori palestinesi all'inizio del mese per portare avanti il dialogo sul processo di pace sulla scia della conferenza di Annapolis. Ad annunciarlo è stata la stessa Rice, parlando alla commissione Esteri del Senato Usa.
• 2: Il presidente iraniano Mahmud Ahmadinejad compirà una visita storica a Baghdad. La missione, che sarà la prima di un presidente iraniano dalla rivoluzione komeinista del 1979, durerà due giorni, durante i quali Ahmadinejad incontrerà le più alte autorità irachene.
• 14: Elezioni legislative in Iran. L'esclusione di migliaia di candidati riformatori è stata giudicata una “catastrofe” dall’ex presidente Mohammad Khatami.
• C’è attesa per il rapporto sull’Iraq che il generale David Petraeus, comandante in capo delle forze americane nel Paese, dovrà presentare in marzo al Congresso.
• Libano: Se gli sforzi della Lega Araba per eleggere un candidato “di consenso” quale nuovo presidente della Repubblica libanese non avranno successo, la maggioranzaparlamentare libanese si è riservata il diritto di eleggere a maggioranza semplice il generale cattolico-maronita Michel Suleiman capo dello Stato “prima del vertice arabo” previsto a Damasco alla fine di marzo. Lo ha messo in chiaro Fares Sueid, coordinatore della coalizione governativa delle “Forze del 14 marzo”.

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