il manifesto del 08 Ottobre 2008
In Iran sono aperte le manovre politiche per definire le candidature alle prossime elezioni presidenziali, in giugno. Lo schieramento riformista, all'opposizione, cerca di riunirsi. Una battaglia che si giocherà sull'economia e la vita reale della popolazione esposta alla crisi. Mentre le pressioni internazionali su Tehran restano forti Un incontro con Faezeh Hashemi e Roshanak Siasi, esponenti riformiste: «L'occidente ha un doppio standard»
Marina Forti
ROMA
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Il Mattino 7 ottobre 2008
ALBERTO ZANCONATO Teheran. «È la fine del capitalismo»: così, nel giorno che vede le Borse sprofondare, il presidente iraniano, Mahmud Ahmadinejad, ha commentato ieri la crisi finanziaria che ha investito le economie più sviluppate. Ma da Teheran arrivano anche segnali di preoccupazione: sia per la discesa dei prezzi del petrolio, su cui ha lanciato l’allarme il ministro Gholam Hossein Nozari, sia per gli ingenti capitali iraniani depositati presso banche straniere, anche quelle europee.
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