Articoli per il Riformista

Intervista con Vittorio Emanuele Parsi

da il Riformista del 10 luglio 2008 di Francesco De Leo

È ancora la violenza il motivo principale che porta la Turchia ad occupare le prime pagine dei giornali di tutto il mondo. Peculiarità che nel senso comune porta ad avvicinare il Paese della Mezzaluna più al Medio Oriente e alle sue travagliate vicende, che all’Europa e alle sue tradizioni occidentali. Il Riformista ne parla con il prof. Vittorio Emanuele Parsi, docente di Relazioni Internazionali all’Università Cattolica di Milano.

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L'indipendenza del Kurdistan puo' attendere

Intervista a Massoud Barzani, Presidente della Regione autonoma dei Curdi d'Iraq

da il Riformista del 21 giugno 2008 di Francesco De Leo

Incontriamo Massoud Barzani, Presidente della regione autonoma irachena del Kurdistan, durante il suo viaggio in Italia. Un agenda fitta di incontri per Barzani, impegnato a promuovere la grande tranquillità della regione irachena, “dove non ci sono attentati, ma grande crescita economica” e a scongiurare un disimpegno americano dall'Iraq, “sarebbe disastroso per la stabilità della regione”. E' un momento cruciale per il Kurdistan, impegnato nella complicata e delicata questione dello 'status' di Kirkuk, città multietnica rivendicata dai curdi, al centro di una zona molto ricca di petrolio. Arabi e turcomanni, a farsi amministrare dai curdi, non ci pensano affatto. Temono gli esiti dell'imminente scadenza referendaria, che dovrebbe risolvere la disputa, sperando in un accordo politico che lo eviti.

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Ahmadinejad: presto Israele sparira' dalle carte

Un iraniano a Roma. Mentre Berlino dice di no all'ingresso dell'Italia nel gruppo 5+1

da il Riformista del 3 giugno 2008 di Francesco De Leo

“Il regime sionista criminale e terrorista, che ha una storia di 60 anni di saccheggi, aggressioni e crimini è alla fine e verrà presto cancellato dalle carte geografiche”. Questo ha detto ieri a Tehran  Mahmoud Ahmadinejad, accogliendo gli ospiti stranieri giunti nella capitale iraniana, in occasione delle celebrazioni per il 19° anniversario della morte dell’Iman Khomeni.

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Un iraniano a Roma. Il regime ne ha giustiziati quattromila. Mahmud, l’incubo dei gay.

Identità sessuale sotto pena di morte.

da il Riformista del 29 maggio 2008 di Francesco De Leo

Fu travolgente il boato degli studenti alla Columbia University dopo che il Presidente iraniano Ahmadinejad, a settembre dello scorso anno, pronunciò la ormai celebre frase: “In Iran non esistono omosessuali, noi non ne abbiamo”. La comunità gay è invece presente in Iran e non se la passa affatto bene, isolata dalla società e dalla famiglia e perseguitata dal regime islamico.

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Intervista al Direttore della tv del Partito di Dio.
Hezbollah battezza la missione UNIFIL.

"Il popolo è con noi. Le dichiarazioni del presidente iraniano su Israele non ci impegnano"

da il Riformista del 29 maggio 2008 di Francesco De Leo

Incontri non ufficiali di particolare importanza. Questi i rumors sulla due giorni romana del leader di Hezbollah Abdallah Kassir, direttore di Al Manar, la televisione del Partito di Dio. Noi lo abbiamo incontrato, approfittando di una pausa nella sua calda e faticosa giornata, a qualche giorno dall’elezione del Presidente Suleiman. In Libano si susseguono incontri per la formazione di un nuovo governo di coalizione, che potrebbe essere guidato dal premier uscente Fuad Siniora. Hezbollah è ovviamente massimo protagonista di questa importante fase politica del Paese e la radio dell'esercito israeliano ha diffuso la notizia, poi smentita da un alto funzionario israeliano, che Israele sarebbe pronto a liberare cinque detenuti libanesi e a restituire i resti di dieci miliziani di Hezbollah in cambio del rilascio di due soldati catturati quasi due anni fa. 

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Lettere persiane. Dovrebbe arrivare il 2 giugno Ahmadinejad, tra affari ed elezioni.

Oltre alla Fao, incontrerà imprenditori italiani.
Oggi viene eletto il presidente del Parlamento.

da il Riformista del 28 maggio 2008 di Francesco De Leo

Una giornata di grande protagonismo quella di ieri per Mahmoud Ahmadinejad. Il presidente iraniano ha incontrato il leader di Hamas Khaled Mashaal, ha conversato al telefono con Hassan Nasrallah, capo di Hezbollah, ha partecipato all’apertura dell’ottava legislatura del Majlis, il parlamento della Repubblica Islamica d’Iran.

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Medio Oriente. meglio che sparare.

Ankara fa parlare Siria e Israele
Doha da’ un presidente al Libano

da il Riformista del 22 maggio 2008 di Francesco De Leo

“Doha partorisce la soluzione per il Libano”, così titolava il sito del quotidiano libanese As-Safir a qualche ora dallo storico accordo tra maggioranza e opposizione libanese, avvenuto ieri nella capitale del Qatar. Torna dunque la calma nel Paese dei Cedri dopo che a Doha, sotto l’egida degli emiri del Qatar, la maggioranza antisiriana e l’opposizione guidata da Hezbollah hanno trovato un’intesa per l’elezione del nuovo presidente della Repubblica in Parlamento.

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Libano. Si lotta e si negozia e Frattini ridisegna il nostro Medio Oriente. Hezbollah vince ma rischia tutto

La Lega araba media e punta su Suleiman. Gli sciiti potrebbero aver compromesso il mito della 'resistenza'.

da il Riformista del 13 maggio 2008 di Francesco De Leo

Mentre il Libano conta i suoi morti di questi cinque giorni di violenza, un’ottantina secondo le ultime stime, la parola comincia a passare lentamente alla diplomazia. Probabilmente domani a  Beirut, la Lega Araba riuscirà a organizzare un importante summit tra le parti guidato dal suo segretario Amr Moussa. Il Premier Fouad Sinora, assieme ai più importanti esponenti della maggioranza Hariri e Gemayel, potrebbero sedersi ad uno stesso tavolo con Hassan Nasrallah, capo di Hezbollah, Nabih Berri, Presidente del Parlamento e leader di Amal e il generale Michel Aoun. Si lavora incessantemente perché questo avvenga, sperando che la tregua regga e con l’obiettivo di far nascere un governo presieduto dal Generale Suleiman, capo dell’esercito libanese.

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Visti dall'Iran/Conversazione con Mustafavi, che aspetta senza ansie la formazione del nuovo governo

Il consigliere di Ahmadinejad: "Berlusconi? Sempre ottimi rapporti"

da il Riformista del 5 maggio 2008 di Francesco De Leo

“Sono felice di affermare che siamo finalmente d’accordo su un’offerta da presentare all’Iran”, dichiara il capo della diplomazia britannica, David Milliband, a nome dei cinque membri del Consiglio di Sicurezza dell’Onu, più la Germania, riuniti a Londra per discutere sul nucleare iraniano. Per quanto ci riguarda, le polemiche dei giorni scorsi innescate dalle minacce dell’autorevole membro della famiglia Gheddafi non sembrano turbare più di tanto i rapporti tra Italia e mondo islamico.

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La Farnesina prepara una svolta iraniana

DIPLO'. L'Italia avrebbe tolto il veto a sanzioni contro Teheran.

da il Riformista del 30 aprile 2008 di Francesco De Leo

<<Apprendo con sorpresa quanto mi riferisce>>, dice al Riformista un diplomatico dell'Ambasciata iraniana in Italia, a commento della notizia, pubblicata ieri dal Jerusalem Post, sul via libera che l'Italia avrebbe concesso all'Unione Europea per nuove sanzioni contro Teheran. Roma avrebbe rimosso le sue obiezioni contro l'intenzione europea di inserire il principale istituto bancario dell'Iran, la Banca Melli, nella lista degli enti da boicottare. L'Italia comincerebbe dunque a virare verso quei paesi che ritengono la 1803 una risoluzione blanda auspicandone un'interpretazione piu' estensiva.

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Islamisti in cerca di copertura mediatica

Hamas incontra Carter e si appella a Silvio, ma la tregua rimane una voce di corridoio.

da il Riformista del 16 aprile 2008 di Francesco De Leo

Tra voglie di conquista, impegno diplomatico e dichiarazioni sulle recenti elezioni italiane è grande, in questi giorni, il protagonismo del Movimento di Resistenza Islamica, Hamas. Con passione e intensità, questo il significato in arabo della parola hamas,  ha promesso la conquista di Roma, incontrato l’ex Presidente americano Jimmy Carter e augurato al nuovo Presidente del Consiglio italiano, Silvio Berlusconi, di uscire dall’egida statunitense.

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Misteri / I retroscena della diplomazia segreta tra Usa e Iran

da il Riformista del 15 aprile 2008 di Francesco De Leo

Track two, secondo tracciato, è il nome con cui sono chiamati gli incontri segreti tra stati, quelli non ufficiali, paralleli, anche detti back channel diplomacy e conosciuti dai diplomatici come confidence- building measures, CBM, tattiche di costruzione della fiducia.

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Le centrifughe di Mahmoud.

da il Riformista del 9 aprile 2008 di Francesco De Leo

Natanz è una cittadina desertica bagnata dal fiume Zayenderoud, a metà strada tra la capitale Tehran e Esfahan, famosa perché ospita il più importante sito nucleare dell'Iran.

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Conversazione con Langton dell'IISS "E' presto per definirla una guerra sbagliata"

da il Riformista del 20 marzo 2008 di Francesco De Leo

Ha trascorso trentadue lunghi anni nell’esercito britannico, Cristopher Langton. Comandante di un  reggimento nell’Irlanda del Nord, al comando di una missione Onu in Georgia, vari incarichi in Russia, Caucaso meridionale e Asia Centrale, è oggi a capo del dipartimento Defence Analysis dell’International Institute for Stratecic Studies, il più autorevole think-tank al mondo sui conflitti politico-militari.

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Iran, Lotta di classe (omosessuale). A Tehran i ricchi godono, per i poveri è un incubo.

da il Riformista del 14 marzo 2008 di Francesco De Leo

TEHERAN - Si dice siano 4000 gli omosessuali impiccati o lapidati in Iran in questi trent’anni di Repubblica Islamica. “Non è vero! Semplicemente perché non esistono” fu la risposta del Presidente Ahmadinejad a chi gli chiedeva di fermare queste atrocità in un pomeriggio americano alla Columbia University. Gli echi della vicenda di Seyed Mehdi Kazemi, che potrebbe essere estradato in Iran dove rischia l’esecuzione per il reato di lavat, sodomia, non inteferiscono con la campagna elettorale e trovano poco spazio sul web. Se digiti ‘gay’ su Google ti viene fuori il segnale rosso di stop con la scritta la pagina richiesta è bloccata in base alle leggi della Repubblica Islamica. I blog, più difficili da controllare, riportano notizie della storia. Su quello del ventiduenne Babak, si legge: “Anche a me piace l’omosessualità e spero che un giorno sarà possibile viverla anche in Iran. Sostengo la causa di Mehdi”.

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Scene da una campagna elettorale inutile.

LETTERE PERSIANE 1. Reportage dalla capitale Iraniana alla vigilia delle elezioni.
Il presidente del parlamento si interessa al voto italiano. E lancia un messaggio a D’Alema. Fatemeh la poetessa che voleva candidarsi se la prende per la bocciatura. Si riempiono le aule per i comizi. Ma l’anno 1387 non porterà nulla di nuovo.

da il Riformista del 13 marzo 2008 di Francesco De Leo

TEHRAN - All’alba del 1387 l’Iran con ogni probabilità continuerà a svegliarsi conservatrice. L’arrivo della primavera porterà il nuovo anno e con sé i risultati definitivi della composizione dell’8° Parlamento iraniano, il Majles. Non nutrono troppe speranze i riformisti, tanti gli esclusi dal Consiglio dei Guardiani, che con i Comitati Esecutivi, hanno il compito di giudicare l’idoneità dei candidati. “Un delitto elettorale”, definiscono le decisioni del Ministero dell’Interno i riformisti nei comizi di questa breve campagna elettorale, che si concluderà domani con il voto. Per i fondamentalisti è garanzia che il prossimo Majles sarà più vicino all’Islam, per chi li avversa il rischio dell’incubo astensione.

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«Io rimpiango mio nonno Khomeini»

LETTERE PERSIANE 4. Parla la nipote dell'Ayatollah.
Zahara ha sposato il leader dei riformisti. Ma ricorda con nostalgia l’era dell’Imam.

da il Riformista del 13 marzo 2008 di Francesco De Leo

TEHRAN - “Chissà perché per voi occidentali Khomeini è sinonimo di fondamentalismo”. Risponde così al mio stupore Zahra Eshraghi, nipote dell’Imam Khomeini, per averla sentita attaccare con fervore il Presidente Ahmadinejad.

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D'Alema "Lavoriamo per non isolare l'Iran"

Conversazione. Col Ministro degli Esteri.
"No dell'Italia all'arricchimento dell'uranio, però serve un'apertura politica"

da il Riformista del 10 marzo 2008 di Francesco De Leo

Anche in questo inizio di campagna elettorale, Massimo D’Alema esprime soddisfazione per i risultati raggiunti in politica estera, il rammarico di chi non può portare a termine l’opera e l’amarezza per un Paese che vive con grande difficoltà il rapporto con una dimensione più larga, quella internazionale: "la politica estera è assente dalla campagna elettorale". È dell’Iran, dopo la storica visita di Ahmadinejad a Baghdad e alla vigilia delle elezioni parlamentari iraniane, che D’Alema accetta volentieri di conversare con il Riformista.

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La missione irachena di Ahmadinejad.

Il presidente a Baghdad per la prima volta dopo la guerra. La questione curda.

da il Riformista del 25 febbraio 2008 di Francesco De Leo

Il ricordo del milione di morti, dell’iprite e del tabun lanciati con le bombe dagli aeroplani e degli enormi danni economici, accompagnerà il Presidente iraniano Ahmadinejad nel suo prossimo viaggio in Iraq. E’ un viaggio storico, le diplomazie dei due paesi ci lavorano giorno e notte da qualche mese, anche se per evidenti motivi di sicurezza incontri e date non possono essere ancora ufficializzati. Il leader iraniano sarà a Baghdad domenica 2 marzo, dovrebbe rimanerci un paio di giorni e, accompagnato da diversi ministri, incontrare il Presidente iracheno Jalal Talabani e il Primo Ministro Nouri al-Maliki.

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A Islamabad e' democrazia o guerra civile ? Prime elezioni (Quasi) libere, con finale a sorpresa.

da il Riformista del 19 febbraio 2008 di Francesco De Leo

Ottantamila uomini, tra soldati e poliziotti, hanno vigilato su quella che potrebbe essere per il Pakistan la vera transizione dall’epoca delle dittature militari a quella della democrazia. In una giornata dichiarata di festa, con i mercati finanziari e le scuole chiuse, ieri tantissime urne di plastica trasparente bianca attendevano gli ottantuno milioni di pakistani aventi diritto al voto. Non hanno risposto in massa, non c’è stata una grande affluenza nei 64.000 seggi elettorali, eppure le elezioni di ieri sono le prime realmente libere nella storia del Pakistan contemporaneo, funestato dagli eterni conflitti tra regimi militari golpisti e corrotti governi ‘democratici’. Si è votato per eleggere i propri rappresentanti nell’Assemblea Nazionale e nelle quattro Assemblee Provinciali, ma è stata la paura, l’incubo dell’attentato, ad evitare che tanti pakistani suggellassero con il voto la debacle della Lega musulmana del Pakistan-Q, il partito di Perwez Musharraf, condannato dai sondaggi.

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Intervista ad Arlacchi.

da il Riformista del 3 Ottobre 2006 di Francesco De Leo

Pino Arlacchi, ex vice segretario generale delle Nazioni Unite è stato l’ispiratore e l’artefice della visita italiana di Mohamed ElBaradei, direttore della Agenzia Atomica Internazionale (Aiea), a cui la Libera Università Mediterranea, istituto privato che ha sede alle porte di Bari, ha assegnato la laurea honoris causa in Economia.

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Iran prestigio ed economia.

L'occidente non crede agli 'atomi di pace'.

da il Riformista del 12 Settembre 2006 di Francesco De Leo.

Tra voci di una sospensione volontaria iraniana del processo di arricchimento dell’uranio, sarebbe stata prospettata nell’incontro tra Larijani e Solana, la grande questione nucleare legata all’Iran si avvia al prossimo importante passaggio. Venerdì prossimo è prevista una riunione dei Ministri degli Esteri della Ue che avrà in Solana l’invitato principale. Compito dell’Alto Rappresentante dell’Unione Europea per la politica estera sarà quella di riferire sugli esiti delle trattative con Teheran.

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Conversazione. Laleh, Campionessa di Formula 3.

L'Iran d'esportazione e' donna e sogna Alonso.

da il Riformista del 9 Settembre 2006 di Francesco De Leo

Intervista a Laleh Seddigh.
“Tra qualche ora sarò in Italia. Prima Monza per il Gran Premio di Formula 1, poi qualche giorno a Roma”, dice felice Laleh Seddigh, al telefono da Teheran. Laleh ha ventotto anni, ingegnere, è la prima donna a cui è stato permesso di competere con gli uomini nello sport dai tempi della rivoluzione islamica. Gareggia con una Bmw in Formula 3 e nell’ultima gara del campionato scorso in Bahrein, unica donna del Medio Oriente a partecipare, si è classificata seconda.

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Il dossier sul tavolo del Consiglio di Sicurezza dell'Onu.

Ora Ahmadinejad occhieggia all'Europa.

da il Riformista del 1 Settembre 2006 di Francesco De Leo

Un meraviglioso lago salato bagna la città di Oroumyeh, nella provincia dell’Azerbaigian occidentale. Questa città dell’Iran rappresenta in modo inequivocabile cosa voglia dire integrazione tra diversi. Oroumyeh è un laboratorio di connivenza etnica e religiosa, ci vivono turchi, curdi e armeni, cristiani e musulmani.

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L'Onu e l'atomica iraniana.

Oggi scade l'ultimatum per Tehran. Il contributo italiano alla mediazione UE.

da il Riformista del 31 Agosto 2006 di Francesco De Leo

Teheran in agosto si fa bella di notte. Il gran caldo, le scuole e le università chiuse, riducono di tanto il caotico traffico diurno della metropoli, per affollarla come d’incanto al tramonto. Tantissimi giovani riempiono con il passare delle ore le strade, ma soprattutto i meravigliosi parchi della città. La mezzanotte di oggi non sarà per Teheran come tutte le altre.

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Resiste la linea moderata.

Ahmadinejad vara il festival del nucleare. Violini e balletti per le virtu' dell'atomo.

da il Riformista del 29 Agosto 2006 di Francesco De Leo

Sarà una settimana cruciale per la Repubblica Islamica d’Iran. Quello che è stato decisamente promesso, è stato fortemente mantenuto. Come annunciato più volte, non ci sarà l’invocata sospensione dell’arricchimento dell’uranio che rappresenta la “linea rossa” degli ayatollah e, forse oggi, della grande maggioranza della società civile iraniana.

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La propaganda di regime si prepara all'ora x.

'Il secondo schiaffo dopo il Libano sta arrivando'

da il Riformista del 22 Agosto 2006 di Francesco De Leo

Tutto il mondo ha gli occhi puntati su Teheran. È il giorno della risposta ufficiale della Repubblica Islamica d’Iran alle proposte occidentali in tema di nucleare. La comunità internazionale ha offerto un pacchetto di offerte, avanzato dalle cinque grandi potenze più la Germania, per spingere l’Iran a rinunciare al programma nucleare. “Andremo avanti con i nostri progetti nucleari. Continueremo sul nostro cammino e con l’aiuto di Dio raccoglieremo alla fine dolci frutti”.

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Tehran divisa tra falchi e moderati.

Il giorno della verita' sul nucleare iraniano.

da il Riformista del 21 Agosto 2006 di Francesco De Leo

Ci siamo. Entro domani è attesa dalla comunità internazionale la risposta ufficiale di Teheran al pacchetto di incentivi occidentale sul nucleare, la fine del mese è invece la deadline stabilita dal Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite per la sospensione delle attività di arricchimento dell’uranio.

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Dopo la vittoria in Libano, Ahmadinejad torna alla sfida con l'Occidente.

Sul nucleare Tehran parla due lingue.

da il Riformista del 18 Agosto 2006 di Francesco De Leo

L’attesa del 22 agosto, data in cui Ali Larijani, segretario generale del Consiglio Supremo per la Sicurezza Nazionale, ha promesso una risposta alle proposte in materia di nucleare fatte all’Iran dai cinque membri permanenti del Consiglio di Sicurezza Onu, assieme alla Germania, è vissuta nella comunità internazionale in maniera assai diversa.

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Incontro. L'eminenza grigia della politica estera iraniana.

Velayati medio oriente senza 'atomica'.

da il Riformista del 13 Giugno 2006 di Francesco De Leo

Teheran - Quando la riunione del consiglio dei governatori dell’Agenzia atomica internazionale si è aperta ieri mattina a Vienna, sui tavoli facevano bella mostra le stampe delle tantissime agenzie che riportavano le dichiarazioni del portavoce del governo di Teheran, Gholamhossein Elham. Nulla di nuovo sotto il sole, la conferma che l’ottenuto accesso alla tecnologia del combustibile nucleare, l’arricchimento dell’uranio, sia un incontestabile e irrinunciabile diritto iraniano.

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Javier Solana, visto dai giornali di Tehran.

Tra Iran e occidente c'e' un nuovo clima.

da il Riformista del 7 Giugno 2006 di Francesco De Leo

Teheran - <Solana è arrivato con il pacco europeo a Teheran!> E’ quanto hanno letto gli iraniani sull’autorevole quotidiano ‘Sharg’, alle prime ore di una giornata che si aspettava decisiva per la questione nucleare. Il responsabile della politica estera europea ha trascorso la notte a Teheran, sul comodino il “pacco” di proposte destinato alla soluzione dell’intricata vicenda.

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Conversazione con Al-Hakim Junior Presidente dell'Al-Mehrab Foundation

The Sciri connection. Un leader sciita di Najaf in visita a Tehran.

da il Riformista del 6 Giugno 2006 di Francesco De Leo

Teheran – In un Iran che celebra il ricordo della scomparsa dell’Imam Khomeini, il 4 giugno di diciasette anni fa, Teheran ospita religiosi, intellettuali e fedeli di ogni parte del mondo. Amar Al-Hakim ha accettato volentieri una conversazione con Il Riformista, davanti ad una calda e profumata tazza di the, al termine di una intensa giornata di incontri e relazioni. Al-Hakim vive Najaf, in Iraq, dove guida la “Shadid Al-Mehrab Foundation”, la più importante fondazione sciita irachena, ispirata all’Ayatollah martire Al-Hakim.

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Un riformista nel santuario degli Ayatollah

Sulla tomba di Khomeini risorge la «bomba» Iran.

da il Riformista del 6 Giugno 2006 di Francesco De Leo

Teheran
- E’ il 14 marzo 1385 a Teheran, in una giornata illuminata da un sole caldissimo, gli iraniani ricordano la morte di Ruhollah Mussavy, detto Khomeini, l’Imam fondatore della Repubblica Islamica d’Iran. Un popolo in lutto, titolano le agenzie iraniane, una Teheran deserta sotto i nostri occhi, soffocata appena due giorni prima da un traffico terribile, testimonia con poster e gigantografie appesi dappertutto, il ricordo di Khomeini, l’ayatollah dalla barba bianca e dal turbante nero dei discendenti del Profeta.

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