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La Farnesina prepara una svolta iraniana

DIPLO'. L'Italia avrebbe tolto il veto a sanzioni contro Teheran.

da il Riformista del 30 aprile 2008 di Francesco De Leo

<<Apprendo con sorpresa quanto mi riferisce>>, dice al Riformista un diplomatico dell'Ambasciata iraniana in Italia, a commento della notizia, pubblicata ieri dal Jerusalem Post, sul via libera che l'Italia avrebbe concesso all'Unione Europea per nuove sanzioni contro Teheran. Roma avrebbe rimosso le sue obiezioni contro l'intenzione europea di inserire il principale istituto bancario dell'Iran, la Banca Melli, nella lista degli enti da boicottare. L'Italia comincerebbe dunque a virare verso quei paesi che ritengono la 1803 una risoluzione blanda auspicandone un'interpretazione piu' estensiva.

<<Due scuole di pensiero>>, conferma una fonte della Farnesina. <<La prima vorrebbe limitarsi a quanto stabilisce la risoluzione approvata il 3 marzo scorso, la seconda comprende quei paesi che vorrebbero utilizzare la 1803 per sanzioni autonome europee, andando anche al di la' di quello che prevede la risoluzione. Tra questi americani e inglesi, ma anche tedeschi e francesi>>. E noi? <<Abbiamo chiesto un momento di riflessione. Con la nuova situazione politica italiana, non saprei dirle cosa succedera'>>

Melli, che in persiano vuol dire nazionale, e' la piu' grande banca dell'Iran. I 6.048 milioni di euro, questo il valore del nostro interscambio con l'Iran nel corso dell'ultimo anno, non passano pero' da li'. Il problema e' dunque generale, un eventuale irrigidimento delle sanzioni potrebbe danneggiare il rapporto economico con Teheran.

il nuovo inquilino della farnesina giochera' forse su questo tavolo la sua partita piu' difficile, anche se conviene ricordare come il precedente governo Berlusconi conservo' con l'Iran un atteggiamento pragmatico, attento agli interessi in gioco. Dall'Ambasciata iraniana doppo le opportune telefonate di verifica, promettono per i prossimi giorni dichiarazioni ufficiali. <<Ci lasci il tempo di consultarci anche con Teheran. Comunque se l'Italia ritenesse di aumentare le sanzioni contro l'Iran, inserendo nei provvedimenti il blocco dei rapporti con la Banca Melli, le relazioni commerciali con le imprese italiane verrebbero automaticamente diminuite. L'interscambio economico passa attraverso il canale bancario, venendo meno questo, ci sarebbero notevoli problemi. Vorra' dire che ci sposteremo verso la Russia e privilegeremo scambi con paesi asiatici come Malesia, Singapore e Cina. Del resto - conclude il diplomatico iraniano- in quel caso, non avremmo altra scelta, ne saremmo costretti>>

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