da il Riformista del 20 marzo 2008 di Francesco De Leo
Ha trascorso trentadue lunghi anni nell’esercito britannico, Cristopher Langton. Comandante di un reggimento nell’Irlanda del Nord, al comando di una missione Onu in Georgia, vari incarichi in Russia, Caucaso meridionale e Asia Centrale, è oggi a capo del dipartimento Defence Analysis dell’International Institute for Stratecic Studies, il più autorevole think-tank al mondo sui conflitti politico-militari.
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da il Riformista del 14 marzo 2008 di Francesco De Leo
TEHERAN - Si dice siano 4000 gli omosessuali impiccati o lapidati in Iran in questi trent’anni di Repubblica Islamica. “Non è vero! Semplicemente perché non esistono” fu la risposta del Presidente Ahmadinejad a chi gli chiedeva di fermare queste atrocità in un pomeriggio americano alla Columbia University. Gli echi della vicenda di Seyed Mehdi Kazemi, che potrebbe essere estradato in Iran dove rischia l’esecuzione per il reato di lavat, sodomia, non inteferiscono con la campagna elettorale e trovano poco spazio sul web. Se digiti ‘gay’ su Google ti viene fuori il segnale rosso di stop con la scritta la pagina richiesta è bloccata in base alle leggi della Repubblica Islamica. I blog, più difficili da controllare, riportano notizie della storia. Su quello del ventiduenne Babak, si legge: “Anche a me piace l’omosessualità e spero che un giorno sarà possibile viverla anche in Iran. Sostengo la causa di Mehdi”.
Continua a leggere "Iran, Lotta di classe (omosessuale). A Tehran i ricchi godono, per i poveri è un incubo." »
LETTERE PERSIANE 1. Reportage dalla capitale Iraniana alla vigilia delle elezioni.
Il presidente del parlamento si interessa al voto italiano. E lancia un messaggio a D’Alema. Fatemeh la poetessa che voleva candidarsi se la prende per la bocciatura. Si riempiono le aule per i comizi. Ma l’anno 1387 non porterà nulla di nuovo.
da il Riformista del 13 marzo 2008 di Francesco De Leo
TEHRAN - All’alba del 1387 l’Iran con ogni probabilità continuerà a svegliarsi conservatrice. L’arrivo della primavera porterà il nuovo anno e con sé i risultati definitivi della composizione dell’8° Parlamento iraniano, il Majles. Non nutrono troppe speranze i riformisti, tanti gli esclusi dal Consiglio dei Guardiani, che con i Comitati Esecutivi, hanno il compito di giudicare l’idoneità dei candidati. “Un delitto elettorale”, definiscono le decisioni del Ministero dell’Interno i riformisti nei comizi di questa breve campagna elettorale, che si concluderà domani con il voto. Per i fondamentalisti è garanzia che il prossimo Majles sarà più vicino all’Islam, per chi li avversa il rischio dell’incubo astensione.
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LETTERE PERSIANE 4. Parla la nipote dell'Ayatollah.
Zahara ha sposato il leader dei riformisti. Ma ricorda con nostalgia l’era dell’Imam.
da il Riformista del 13 marzo 2008 di Francesco De Leo
TEHRAN - “Chissà perché per voi occidentali Khomeini è sinonimo di fondamentalismo”. Risponde così al mio stupore Zahra Eshraghi, nipote dell’Imam Khomeini, per averla sentita attaccare con fervore il Presidente Ahmadinejad.
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Conversazione. Col Ministro degli Esteri.
"No dell'Italia all'arricchimento dell'uranio, però serve un'apertura politica"
da il Riformista del 10 marzo 2008 di Francesco De Leo
Anche in questo inizio di campagna elettorale, Massimo D’Alema esprime soddisfazione per i risultati raggiunti in politica estera, il rammarico di chi non può portare a termine l’opera e l’amarezza per un Paese che vive con grande difficoltà il rapporto con una dimensione più larga, quella internazionale: "la politica estera è assente dalla campagna elettorale". È dell’Iran, dopo la storica visita di Ahmadinejad a Baghdad e alla vigilia delle elezioni parlamentari iraniane, che D’Alema accetta volentieri di conversare con il Riformista.
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