“Con l’arrivo del caldo, i pasdaran e la polizia si sono mobilitati per far ricordare alle donne iraniane che vivono in un paese islamico e che per questo devono rispettare l'abbigliamento a loro richiesto dalla legge. E’ la campagna di “bad hejabi”, “la mala copertura”, eseguita ogni primavera verso l'estate, dunque non è una novità!
I ragazzi sono puniti per essersi vestiti e aver tagliato i capelli alla moda occidentale. Le ragazze per il solito motivo…esagerando nel truccarsi, portando soprabiti troppo stretti e corti, con pantaloni lunghi che ogni anno si accorciano di qualche centimetro, mettendo in mostra le caviglie bianche (per non aver visto il colore del sole), non coprendosi abbastanza i capelli, eccitano gli uomini spingendoli al peccato!
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Domenica mattina sono state arrestate una cinquantina di donne attiviste per i diritti umani, che in seguito a un appello, si erano riunite di fronte al Tribunale della Rivoluzione Islamica a Tehran e manifestavano in silenzio con dei cartelli. Si erano raccolte per denunciare l’illegalità dell'arresto e degli interrogatori imposto alle attiviste del movimento delle donne iraniane. La manifestazione e' stata interrotta violentemente da tre agenti uno in divisa, l'altro in borghese e la terza in chador, che avrebbero insultato le manifestanti, con frasi minacciose come: “Vi appenderemo tutte agli alberi!” e “Vi arresteremo tutte!”.
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Finalmente assolta Nazanin, la diciannovenne che un anno fa uccise uno stupratore in difesa di se e della sua nipote quindicenne. Lei è la seconda vittima a esser assolta secondo una legge del codice penale islamico che permette alle donne di difendersi ad ogni costo nel caso siano violentate. Finora era sempre prevalsa la pena capitale per donne che in casi come questo commettevano reato.
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