Venivano carcerati e pure fucilati gli oppositori, anche ragazzini; bastava appartenere a un “gruppetto” - come lo definivano loro - contrario a Khomeini: dalla MKO, in primo luogo, ai vari gruppi della sinistra, comunisti e socialisti.
E così successe che nel liceo dove studiavo - dove come in tutte le scuole regnava il sospetto e il terrore - un giorno in piena lezione, irruppero in classe due donne della polizia che si occupavano di controllare le tendenze politiche delle studentesse, mettendosi a ispezionare gli zaini per scoprire eventuali volantini o libri contrari al regime.
Quel giorno io che, per fortuna mia e dei miei!..., simpatizzavo per l'Associazione degli Studenti Islamici e quindi ero “a posto”, portavo con me i volantini dei Mojahedin della rivoluzione islamica, un gruppo legittimo, tuttora attivo, all’estremo opposto della MKO, i Mojahedin del popolo iraniano. L'ispettrice vedendo il materiale all’inizio si scandalizzò, ma appena scoprì che si trattava di documenti regolari, si rese conto che io fossi “amica”. Allora mi chiese di continuare a controllare gli zaini delle compagne. E io, mio malgrado, obbedii (che altro avrei dovuto, anzi potuto fare?). E così dovetti sopportare gli sguardi sdegnati e carichi di rimproveri delle ragazzine. Una situazione estremamente spiacevole, insomma. Per fortuna non scoprii niente d'importante, anche se per un lungo periodo fui diffidata dalle mie compagne, isolata, diciamo. L'Imam Khomeini aveva dichiarato che ad ognuno spettava il ruolo di spionaggio ed io nel corso di qualche minuto ero diventata una spia vera e propria! Insomma o eri amico e dovevi provarlo, altrimenti eri nemico e dovevi confessarlo.


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