Finalmente assolta Nazanin, la diciannovenne che un anno fa uccise uno stupratore in difesa di se e della sua nipote quindicenne. Lei è la seconda vittima a esser assolta secondo una legge del codice penale islamico che permette alle donne di difendersi ad ogni costo nel caso siano violentate. Finora era sempre prevalsa la pena capitale per donne che in casi come questo commettevano reato.
Nazanin non solo è stata difesa dall’avvocatessa Shadi Sadr, attivista nei diritti umani in Iran, ma anche da molte lobby in tutto il mondo. Comunque la ragazza rimarrà in prigione finché non pagherà il prezzo del sangue del ragazzo da lei ucciso e visto che la sua famiglia non si trova in buone condizioni economiche, non potrà che sperare nell’aiuto della gente dopo l’appello lanciato dal suo avvocato.
Consideriamolo, insomma, un passo in avanti nella conquista dei diritti delle donne in un paese dove, poi… nemmeno i diritti degli uomini sono rispettati granché?! Saranno le donne a delineare una nuova prospettiva sociale e giuridica in un paese come l’Iran che avrebbe bisogno di cambiamenti ben studiati, graduali e profondi anziché emotivi, immediati e superficiali?


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